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Castello Chiaramonte

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Castello Chiaramonte ad Alcamo (TP) - Prospetto

Il castello è situato nel centro abitato di Alcamo, tra piazza della Repubblica e piazza Castello.
Fu edificato intorno al 1340 ad opera del conte Raimondo Peralta che aveva avuto il territorio di Alcamo in concessione dal re Pietro II°. Fu successivamente completato dai feudatari Enrico I° e Federico III° Chiaramonte.

Nel 1379, Guarnerio Ventimiglia decise di ampliarne la struttura aggiungendo al complesso anche la piccola cittadina limitrofa, creando cosi una cerchia di mura che giungevano sino alla torre cilindrica del castello, dove ancora oggi compare lo stemma di Alcamo ovvero l'aquila coronata.
Con la sconfitta di Ventimiglia ad opera di re Martino, le mura furono abbattute e la piazza, rimasta libera, venne denominata piazza del castello.
Solo alla fine del XIV° secolo ripresero i lavori di completamento del castello con i famosi restauri e intagli eseguiti da Tommaso Oddi, grande mosaicista e architetto monrealese e del figlio Pietro.

Nel 1535 vi soggiornò l'imperatore Carlo V°.
Grazie alla sua struttura fortificata il castello ebbe un ruolo determinante nei confronti dei turchi.

Gli interni del castello risultano oggi spogli di mobilia perchè nel XVII° e XVIII°, fu adibito ad uso non residenziale e le sue stanze divennero sale di giustizia e carceri.

Castello Charamonte di Alcamo - Panoramica

La struttura del castello è a forma romboidale con 4 torri delle quali 2 quadrate presenti agli angoli e 2 circolari unite da cortine.
Nelle varie torri era presente una stanza di tortura per i prigionieri, locali per le sentinelle ed alloggi per i sovrani di passaggio.
L'ingresso al castello era consentito da solo tre porte, la prima detta anche porta segreta, posizionata nella parte più internata del castello, la seconda in una delle estremità del castello detta anche porta archiacuta, e la terza, ovvero quella principale, posizionata di fronte alla piazza dalla quale si accedeva alla scalinata principale.

Castello Chiaramonte di Alcamo - Veduta

Esternamente il castello è arricchito da due bifore poste sulla facciata principale caratterizzate da rosoncini, mentre sulla facciata occidentale che sporge sulla cittadina, riscontriamo una sola bifora particolarmente elegante.
Nel 1685 la torre maggiore crollò. Onde evitare altri crolli nel 1689 fù quasi del tutto scapitozzata.

Ciò nonostante altri crolli, presumibilmente correlati ad un cedimento delle fondamenta, si sono verificati in seguito e perciò si decise di procedere ad una fortificazione delle mura con uno spessore a struttura alveolare.
Solo i restauri più recenti hanno fatto si che il castello abbia ripreso il suo antico splendore, riprendendo tutte le merlature che erano quasi del tutto scomparse, a causa delle modifiche apportate per l'adattamento a carcere. Diverse porte e finestre sono state così ripristinate, tra cui la seconda finestra crociata e la bifora sulla corte.
Oggi il castello è di proprietà pubblica ed è adibito come museo per mostre tempranee.







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