Castello Ursino - Sicilia nel Cuore.it

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Castello Ursino

Arte e Cultura > Luoghi da Visitare > Castelli

Il Castello Ursino fu realizzato per volere dell'imperatore Federico II di Svevia tra il 1239 ed il 1250. Questo castello fu edificato sia per essere, insieme al castello di Maniace a Siracusa ed a quello di Augusta, il complesso difensivo più imponente della Sicilia orientale ma sopratutto come simbolo dell'autorità e del potere imperiale svevo su una città da sempre ostile e ribelle a Federico II°.

Castello Ursino di Catania - Veduta

Il progetto e la direzione dei lavori furono affidati all'architetto militare Riccardo da Lentini che lo realizzò su quello che allora era un imprendibile promontorio di roccia sul mare, collegata con un istmo alla città ed alle mura cittadine.
Fu dotato, in seguito, anche di un imponente fossato e di un ponte levatoio.
Nel 1295 vi si riunì il Parlamento Siciliano, che dichiarò decaduto Giacomo II° ed elesse Federico III° nuovo re di Sicilia.
Durante 1296 il castello fu occupato da Roberto d'Angiò e successivamente ripreso dagli aragonesi.
Da allora re Federico ne fece la propria dimora, facendone la corte aragonese. Lo stesso fecero i suoi successori Pietro, Ludovico, Federico IV e Maria.

Panoramica del Castello Ursino di Catania

Nel 1347 all'interno del castello venne firmata la cosiddetta Pace di Catania fra Giovanni di Randazzo e Giovanna d'Angiò.
Il castello Ursino fu dimora reale dei sovrani del casato Aragona di Sicilia (ramo parallelo siciliano del casato di Barcellona) e ospitò tutti i re da Federico III° e tutti i suoi discendenti fino al 1415 ospitò la regina Bianca d'Evreux di origine normanna ma ereditaria del regno di Navarra sposa di Martino I° di Sicilia (deceduto nel 1409).

Finiti i Vespri, il castello, dimora di Maria di Sicilia, fu teatro del rapimento della regina da parte di Guglielmo Raimondo Moncada nella notte del 23 gennaio 1392, per evitare il matrimonio con Gian Galeazzo Visconti.
Solo successivamente il castello divenne nuovamente conte del regno grazie all'avvento di Martino I° di Sicilia.
Il 25 maggio 1416 Alfonso il Magnifico vi riunì, nella sala dei Parlamentari del castello, i baroni ed i prelati dell'isola per il giuramento di fedeltà al Sovrano e da quel giorno e fino al 30 agosto vi si svolsero gli ultimi atti della vita politica che videro Catania come città capitale del regno.
Nel 1434 lo stesso re Alfonso firmò nel castello l'atto con cui concedeva la fondazione dell’Università degli Studi di Catania.
Nel 1460 si riunirà nel castello Ursino il primo Parlamento del periodo aragonese-castigliano presieduto dal viceré Giovanni Lopes Ximenes de Urrea. Inoltre al suo interno morì nel 1494 don Ferdinando de Acuña viceré di Sicilia. Verrà sepolto in Cattedrale, nella cappella di Sant'Agata.
Nel XVI° secolo venne costruito un bastione detto di San Giorgio a difesa del castello ed eseguite alcune modifiche in stile rinascimentale.

Dipinto Eruzione dell'Etna del 1669 - Castello Ursino di Catania

Ristrutturato, continuò ad ospitare le guarnigioni militari prima piemontesi (1714) e quindi borboniche, assumendo anche il nome di Forte Ferdinandeo.
Dal XVI° secolo, con l'introduzione della polvere da sparo, il castello vide sempre più indebolito il suo ruolo militare, diventando temporaneamente dimora di viceré, e più costantemente del castellano, mentre una parte di esso fu adibito a prigione.
L’11 marzo 1669 da una frattura sopra Nicolosi cominciò la più imponente eruzione dell’Etna di epoca storica, che dopo aver distrutto orti e casali, giunse alle mura della città, che riuscì a superare da Nord-Ovest, nella zona del Monastero dei Benedettini, per poi dirigersi verso il Bastione di San Giorgio.
Il 16 aprile la lava arrivò attorno al castello e pur non intaccandone le strutture colmò il fossato, coprì i bastioni e spostò per alcune centinaia di metri anche la linea di costa.
Qualche tempo dopo anche il terremoto del 1693 provocò una serie di danni alle strutture, compromettendo definitivamente il ruolo militare del castello.
Dopo la colata lavica del 1669 e il terremoto del 1693, il castello che in origine si affacciava sul mare Ionio nei lati sud ed est, posizionato su un'altura a dominare la città e reso imponente dalle scarpate, vide allontanare la linea di costa di centinaia di metri e rialzarsi il livello del terreno di una decina di metri così che la sua imponenza e la sua magnificenza venne occultata per sempre.

Rimase tuttavia prigione fino al 1838, quando il governo borbonico riconoscendone il ruolo come fortilizio, vi apportò restauri e vi aggiunse nuove fabbriche che finirono con l'occultare sempre più l'originaria struttura sveva.
In tale stato il maniero rimase fino agli anni 30 del Novecento, quando fu oggetto di un radicale restauro, in vista della sua trasformazione in Museo.


Castello Ursino di Catania - Facciata






Colonna libera
per pubblicità
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu