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I Bizantini

Arte e Cultura > Storia della Sicilia
 
 

INDICE

 
 
 
  ¤ I Bizantini (554-963)
Possedimenti Bizantini

Nel 554 con la fine della guerra l'Italia intera venne annessa all'Impero romano d'Oriente. Durante la dominazione bizantina la Sicilia dovette subire una pesante tassazione che impoverì la popolazione. Verso la fine del secolo il Duca di Benevento Arechi progettò di invadere la Sicilia, sguarnita di truppe; il Papa e tutta l'isola si misero a pregare affinché l'invasione dei Longobardi non avvenisse. Alla fine le loro preghiere vennero esaudite.

 
 
  ¤ I possedimenti della Chiesa

La chiesa possedeva numerosi possedimenti in Sicilia nel VI° secolo. Questi venivano amministrati da rettori inviati dal Papa, che giuravano, davanti al corpo di San Pietro, che avrebbero fatto di tutto per alleviare le sofferenze dei poveri e dei bisognosi. In Sicilia vi erano due rettori: uno a Palermo e uno a Siracusa.
Nel VII° secolo l'Impero venne sconvolto dalle controversie religiose,
con la diffusione del monotelismo, un'eresia. Nel 649 Costante II°, nipote

Il Clero nel periodo Bizantino

di Eraclio, promulgò un editto, con cui proibiva ogni discussione cristologica e teologica riguardante il monotelismo, favorendo così la diffusione dell'eresia; i vescovi siciliani, oltre al Papa e alla Chiesa Romana in generale, protestarono contro il decreto imperiale al Concilio convocato nel Laterano da Papa Martino I°.

 
 
  ¤ Siracusa capitale dell’Impero Romano d’Oriente
Soldati Bizantini

La reazione di Costante II° non si fece attendere e iniziò a perseguitare tutti quelli contrari all’editto; incaricò l'esarca Olimpio di uccidere il Papa ma l'Esarca non riuscì a commettere tale delitto, e si ribellò al Basileus.
La disgregazione dell'Impero bizantino e la sua debolezza si facevano pesantemente sentire in Sicilia che si sentiva sempre staccata ed isolata dall'impero centrale, alimentando un certo malcontento, in un'area che da sempre, sia politicamente che culturalmente, si sentiva più vicina ed attratta da Roma  e  da  quello  che  fu  
l'Impero

d'Occidente piuttosto che da Costantinopoli e dall'Impero bizantino. Nel frattempo la Sicilia era saccheggiata dai Saraceni e Olimpio tentò di difenderla ma venne sconfitto e morì poco dopo. Il suo successore Teodoro Calliopa arrestò il Papa e lo portò in esilio.
Nel 663 Costante II°, l'imperatore d'Oriente, dopo aver tentato senza successo di conquistare il Ducato di Benevento, trasferisce la capitale dell'impero da Costantinopoli a Siracusa (663 - 668).
Questa mossa, anziché portare benefici alla Sicilia e all'impero, crea delle tensioni che porteranno alla sua disgregazione. Infatti vi fu una lunga guerra tra le due città (Bisanzio e Siracusa) che portò all’indipendenza della Sicilia (Sikalia) da Bisanzio, che durerà di fatto fino al tradimento di Eufemio di Messina che farà invadere l'isola dagli Arabi.
Costante II°, in seguito, con una serie di decisioni impopolari si rese malvisto al popolo e venne dunque assassinato da alcuni congiurati che elessero imperatore Opsiciano Mecezio (668).
Il regno di Mecezio in Sicilia non durò tuttavia molto dato che l'imperatore legittimo Costantino IV, figlio di Costante, si recò di persona in Sicilia con il suo esercito per sedare la rivolta e deporre l'usurpatore; dopo l'esecuzione di Mecezio (decapitato), la sede imperiale venne spostata di nuovo a Costantinopoli.

Impero Bizantino

Sempre nel VII° secolo gli Arabi iniziarono a fare molte incursioni sulla Sicilia, perché gli arabi la reputavano un punto strategico, da dove si poteva controllare tutto il mar Mediterraneo. Nel 669, subito dopo la partenza di Costantino IV°, gli Arabi saccheggiarono Siracusa, depredando tutto il bottino accumulato da Costante II° con i suoi saccheggi (per esempio il bronzo del Pantheon). Pochi anni dopo gli Arabi tentarono di depredare di nuovo la Sicilia ma vennero sconfitti e, memori della batosta subita, lasciarono in pace la Sicilia per mezzo secolo.
Tra l'803 e l'820 l'efficienza bizantina nel quadrante centrale del Mediterraneo cominciò a decrescere vistosamente, in concomitanza con il governo dell'Imperatrice Irene mentre la vicenda di Tommaso lo Slavo contribuiva ad accrescere lo stato di debolezza dell'Impero. Infatti tutti i distaccamenti dell'impero cominciarono a gestirsi autonomamente, fu anche il caso della Sicilia.


 
 






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